Luciana Mella

Scrivere in terra straniera

Dalla fine degli anni Settanta si è sviluppata in Germania una produzione letteraria sui generis. Scrittrici e scrittori, poetesse e poeti italiani che hanno voluto far sentire la loro voce in terra straniera.


È un’angolazione inedita quella con la quale Federica Marzi ci parla dell’impressionante mole di scritti pubblicati nell’arco di circa trentanni, a partire dalla fine degli anni Settanta, nel suo saggio „In terra straniera. Rappresentazioni e scritture dell’altro nell’emigrazione italiana in Germania“, (Campanotto Editore, 2014).

Attraverso un lavoro di analisi e di interpretazione di stralci di racconti e poesie, incontriamo i protagonisti di una primavera letteraria che non ha avuto eguali in altri paesi europei a forte presenza migratoria italiana. Per citare solo i più noti al pubblico, troviamo tra gli altri, Carmine Abate, Franco Biondi, Gino Chiellino, Giuseppe Gianbusso, Lisa Mazzi, Chiara de Manzini Himmrich. E così scopriamo una vocazione letteraria tesa a declinare identità individuali e collettive in un modo complesso, capace di creare zone di contatto e di intreccio tra due culture e società diverse, e che vuole riflettere soprattutto sulla chance dell’interculturalità.

Il saggio rompe anche definitivamente gli schemi interpretativi riduttivi che per anni sono prevalsi in Germania, che hanno parlato di una letteratura mimetica, scritta da „Gastarbeiter“ e pensata per „Gastarbeiter“. Ma ci ricorda anche che, in Italia questo contributo letterario non è stato mai preso davvero in considerazione.

Mia recensione-intervista, trasmessa nel 2015 da Radio Colonia (WDR-Cosmo):

In terra straniera. Recensione-intrevista, 2015 ( Radio Colonia -WDR-Cosmo)

Federica Marzi è nata a Trieste nel 1974. Ha conseguito un Dottorato di ricerca in Scienze umanistiche presso l’Università di Trieste e la Heinrich Heine Universität Düsseldorf. La sua tesi è stata selezionata fra i migliori studi inediti al Premio Conti “Scrivere le migrazioni”, VIII edizione 2010-2011.

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